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Condizioni per l’etichetta:
- Una ditta di catering che espone l’etichetta vegetariana deve proporre
regolarmente almeno un menu vegetariano completo, che deve essere cambiato
con la stessa frequenza di un menu standard (di solito ogni giorno).
- Oltre ai piatti vegetariani già presenti nel menu ordinario (antipasti,
contorni, insalate, ecc.), il ristorante deve proporre almeno due piatti
(prime portate, non necessariamente menu completi) adatti ai vegetariani.
- Il personale di servizio e di cucina deve conoscere la differenza tra
un pasto vegetariano, vegano e crudista ed essere quindi in grado di
indicare le giuste bevande e pietanze. In ogni caso, non deve mai essere
data un’informazione
sbagliata (ad esempio indicare come vegetariano un menu che contiene pancetta
o pesce). In alternativa, tutte le proposte possono essere divise nelle categorie
vegetariane di appartenenza per iscritto (ad esempio nei ristoranti self-service).
Categorie di vegetariani: |
ovo-lacto-vegetariano: |
con latte e uova |
lacto-vegetariano: |
con latte, senza uova |
ovo-vegetariano: |
con uova, senza latte |
vegano: |
senza alcun prodotto di origine animale |
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- A tutti gli ingredienti dei cibi con l’etichetta “V” sono
applicate le stesse severe condizioni dei prodotti del mercato al dettaglio.
Il concessionario della licenza darà assistenza per la selezione degli
ingredienti.
- La ditta accetta l’assaggio casuale e la visita in cucina senza preavviso.
Solo in casi eccezionali ci saranno più di due ispezioni non notificate
all’anno.
Questo testo è solo un riassunto delle regolamentazioni relative
ai prodotti con l’etichetta. La versione integrale della legge (per prodotti
e servizi) può essere scaricata da: da: legge-etichetta (PDF).
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